lunedì 28 febbraio 2011

Supporti da decorare: il gesso e la scagliola

Inizio con questo primo capitolo una serie di articoli in cui si parla di supporti da decorare, dove verrà spiegato il loro uso più comune nonchè il loro uso artistico, qualche cenno storico, esempi di lavori famosi nella storia dell'arte o l'uso di altro genere che se ne può fare nel campo pratico e quotidiano fino a noi.
Con le attuali conoscenze sulla composizione dei vari tipi di materiali esistenti, si può dire che siamo in grado di decorare quasi tutto: infatti si fanno decorazioni su legno, ceramica, pareti di cemento, plastica, metalli vari, vetro, cartone e quant’altro possa venirci in mente da usare come base da decorare.


L’industria poi, si è molto adoperata nella ricerca e produzione dei più svariati tipi di prodotti adatti a questo scopo. Per cui con le giuste indicazioni, oggi si possono trovare sul mercato i prodotti più adatti ad ogni tipo di supporto, anche se le etichette ancora non sono abbastanza chiare sull’uso e la composizione di questi prodotti. Ma è proprio necessario, ogni volta che si vuole decorare un supporto nuovo, comprate tanti prodotti diversi?
Ovviamente no! Anche perché molti prodotti sono comuni  per la decorazione di più tipi di supporti, ma ce ne sono altri invece che sono specifici. Ad esempio: Il gesso acrilico può essere usato per il legno, per il biscotto ceramico e persino sul cartone, che hanno una base più o meno ruvida, ma non va bene per la plastica, per la ceramica smaltata o per i metalli, ovvero i supporti che hanno una base liscia, perché si scrosterebbe dopo poco tempo, se non addirittura durante la lavorazione. Per cui i supporti a base liscia come il vetro hanno bisogno di un prodotto chiamato aggrappante, che permette ai colori di avere una buona presa. Una volta preparata la base si possono utilizzare anche gli stessi colori per entrambi i generi di supporti, tipo: colori acrilici, tempere, colori a olio ecc... Quindi anche se si comprano prodotti diversi per la preparazione di una base, a seconda sempre del tipo di supporto, poi si possono utilizzare gli stessi prodotti per dipingerli, con il vantaggio di dover comprare un solo tipo di medium, se si usa una tecnica con sfumature, uno o due tipi di vernice, a seconda di se si vuole un effetto lucido o meno, due o tre prodotti per un effetto invecchiante semplice, tipo craquelè, una colla universale adatta a più supporti e persino le stesse carte se decidiamo di fare decoupage. Insomma non c’è bisogno di comprare mezzo negozio se abbiamo due o tre supporti diversi da decorare, ma solo di tanta informazione prima di decidere. Dipende tutto dalla tecnica decorativa che si desidera utilizzare. Ovviamente nessuno vieta a nessuno di comprare più prodotti se si ha voglia di fare nuove esperienze o se si vogliono ottenere degli effetti specifici, che si sa di poter ottenere solo utilizzando determinati prodotti. L’importante è dare libero sfogo alla propria fantasia, creando cose nuove o anche solo provando a rifare cose già fatte dai nostri amici creativi.
E perché no! Per provare una tecnica che non si conosce o dei prodotti nuovi non c’è niente di meglio che rifare passo dopo passo il lavoro di qualcun’altro, in questo modo si impara meglio la tecnica e se ci sono delle differenze vistose col progetto iniziale basta ripercorrerlo di nuovo e vedere dove si è sbagliato. Anche per questo sono già stati pubblicati diversi progetti su questo blog e tanti altri ancora ne verranno pubblicati in futuro.
Iniziamo ora a parlare più dettagliatamente dei vari supporti iniziando con un materiale che, personalmente, uso spesso: il gesso, ovvero la scagliola.
Il gesso è un materiale di aspetto bianco-grigio e polveroso, è un legante aereo utilizzato in edilizia sotto forma di malta per la finitura di pareti lisce o con particolari effetti estetici e sottofondi lisci per pavimenti o carta da parati. In arte è usato per la realizzazione di calchi, modelli e statue. Dal punto di vista chimico è composto da sali di calcio come il carbonato di calcio e/o il solfato di calcio (CaSO4), che può essere idrato (CaSO4 · 2H2O) se incorpora acqua nella struttura cristallina, oppure anidro. La scagliola è un tipo di gesso fine usato in edilizia e in scultura. I due prodotti sono molto simili per composizione e resa, ma hanno un costo diverso: il gesso viene utilizzato prevalentemente per le rifiniture in edilizia ed è diciamo la parte un po’ più nobile del prodotto, mentre la scagliola viene utilizzata prevalentemente in scultura ed è un prodotto quasi di seconda scelta e quindi anche più economico. In scultura si usa per realizzare calchi tramite colate. Il risultato della colata è un oggetto che preserva tutti i più piccoli particolari della matrice, è di colore bianco ed asciuga in pochissimo tempo, fa presa dopo 5 min. e indurisce dopo ca. 30 min , dipende dall’umidità dell’ambiente.
Sono prodotti economici ma poco resistenti agli urti. La scagliola possiede buon potere adesivo ed è facilmente lavorabile.Utilizzata per forme di una certa grandezza, come piccole sculture, ed opportunamente patinate danno l’idea del marmo, bianco o invecchiato a seconda del tipo di patinatura. Da' persino il nome ad una tecnica che imita i marmi intarsiati. 
La tecnica della scagliola, la cui invenzione viene tradizionalmente attribuita all'architetto ed ingegnere di Carpi Guido Fassi (1584-1649), si afferma in Italia agli inizi del Seicento. Solo due decenni prima, nel 1588, il granduca di Toscana, Ferdinando I de' Medici, aveva fondato l'Opificio delle pietre dure, un'istituzione creata con l'obiettivo di formare maestranze specializzate nella realizzazione degli intarsi in marmo, il cosiddetto "commesso fiorentino".
Ma la complessità delle tecniche necessarie, la difficile reperibilità dei marmi necessari a fornire una sufficiente varietà cromatica e l'elevato costo finale dei manufatti, rappresentavano ostacoli difficilmente superabili. Dal canto suo, la Chiesa avviava proprio in quegli anni una vasta opera di rinnovamento degli edifici di culto e degli arredi sacri, ispirati alla nuova sensibilità e agli orientamenti dottrinali introdotti dal Concilio di Trento. In questo contesto si determina il grande successo della scagliola.
La prima fase di lavorazione è costituita dalla costruzione di un telaio in legno che, nel caso di un paliotto a lastra unica, ha le dimensioni di circa m 2 x 0.90. Inchiodato su una superficie perfettamente piana e coperta da un telo di canapa o lino, viene riempito con un impasto di gesso in cui si affoga un'intelaiatura di cannette, paglia o laterizi in modo da creare una lastra di supporto sufficientemente resistente e leggera. Completata l'essiccatura, di oltre due settimane, la lastra viene appoggiata su due cavalletti di legno con la parte telata verso l'alto. Inizia quindi la preparazione della "meschia" , la scagliola vera e propria, realizzata con un impasto di gesso, acqua, colla da falegname e l'eventuale colorazione. Il risultato è una pasta molle che vien stesa uniformemente sulla lastra di base. Una volta asciutto questo secondo strato, il lavoro entra nella sua fase artistica. Si riportano infatti sulla superficie i disegni e le figurazioni desiderate, con tecniche che variano da bottega a bottega, per poi procedere all'incisione  e allo scavo. All'interno degli scavi, opportunamente bagnati per favorire l'adesione dei materiali, s'inseriscono gli impasti di scagliola colorata che, una volta essiccati, si levigano con una serie di pietre. Questa levigatura è il vero segreto del mestiere, cui fa seguito la lucidatura, realizzata con olio d'oliva cotto o olio di noce, indispensabili a dare al paliotto un aspetto brillante e satinato.